Nyumon – Il vero maestro

“Come iniziare, dunque la ricerca di un maestro vero?

Il primo punto da considerare è la personalità del maestro. In effetti l’aikido va ad agire sul corpo e sullo spirito. Se il maestro è puro, umile, sbocciato, raggiante, il suo insegnamento sarà il riflesso della sua personalità. Poco importa che le sue tecniche siano brillanti o efficaci, che il suo modo di spiegare sia eccellente, perchè tutto ciò non vive, in realtà, che per le qualità del suo cuore.

Il secondo punto da considerare è di trovare qualcuno «avanzato sulla via», cioè qualcuno che ha praticato per lunghi anni sia l’aspetto tecnico che l’aspetto spirituale e ne ha tratto grande esperienza

Come terzo punto, quasto maestro possiederà una grande capacità di insegnamento; sarà benevolo, giusto, attento per il maggior profitto dei suoi allievi.

Il quarto punto, e io penso che sia particolarmente importante, è che è essenziale che l’uomo si abbandoni a una ricerca continuamente rinnovata. Quasto significa che ogni giorno egli dovrà trovare in se stesso la forza di ricominciare da zero. Il «grande maestro» che crede di essere un «grande maestro» che non ha più bisogno di praticare, quel «grande maestro»-là, è meglio evitarlo.

Io credo in effetti che un giovane insegnante che non è   ancora tecnicamente o pedagogicamente perfetto e la cui esperienza non è ancora completa, ma che pratica e si sforza di scoprire, di andare sempre più lontano, io credo che quel giovane istruttore sia degno di interesse, e che sia possibile andare con lui lungo la via.

Soprattutto non decidete mai perchè  la palestra è moderna, i bagni ben installati, l’ambiente è piacevole, le tariffe non sono elevate, perchè non è lontano da casa vostra, ecc. ecc. ; evitate le facilitazioni materiali. Poichè se questo è il metro di misura della vostra vita, allora le date ben poco valore. Bisogna avere al volontà di andare fino in fondo, incrollabilmente, da quando avete preso l’impegno a camminare sul sentiero dell’aikido, poichè, se per pigrizia, per leggerezza, voi doveste fermarvi, sarebbe stato meglio per voi non aver mai iniziato.

Nei dojo di un tempo, in Giappone, quando voi « varcavate la porta» (nyumon) voi suggelavate con il sangue il vostro impegno, giuravate di non tradire mai né il maestro né la via. A l’Aikikai, quando ho varcato la porta, noi non giuravamo più sul sangue, ma era necessario avere due padrini che si facessero garanti per voi.”

[traduzione da : Tamura, “Aikido” – Marsiglia 1986]

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